miagolato alle 19:23 di sabato, 17 ottobre 2009
Quando penso alla parola
" moda " penso ad una foto in bianco e nero di una Cocò Chanel giovanissima che ho casualmente trovato anni addietro in una bancarella a Parigi : un'immagine talmente bella e raffinata che l'ho appesa
nel cesso : al mattino ti siedi e mentre caghi guardi Chanel . Passione per i contrasti , che vi devo dire .
Questa associazione di idee
un po' retrò è motivata dalla sensazione che negli ultimi anni il concetto di moda - o
fashion che dir si voglia - sia stato leggermente travisato. Tuttavia , onde evitare di cadere nella sciocca trappola del pregiudizio , mi son sempre ripromesso di emettere un verdetto definitivo solo dopo aver toccato con mano il luccicante mondo del
fashion moderno .
Mi si è presentata pochi giorni fa una ghiottissima occasione per togliermi ogni dubbio : sono stato invitato ad un
evento fashion .
L'invito , devo ammettere , mi ha immediatamente
inorgoglito .
Ero curioso : una curiosità amplificata dal fatto che ad invitarmi al
fashion party è stato
Pino , rappresentante di commercio di articoli sanitari di anni 28 , detto
"il tronista" , con una
grandissima cultura in fatto di
bidet e
aminoacidi ramificati , pari soltanto alla sua avversione verso
i primi due bottoni della camicia e
le desinenze dei verbi all'infinito .
Pino oltre a rifornire la provincia di Pisa e Livorno di
splendide sedute da toilette ( anche a ciò è dovuto il suo nomignolo ) , fa il
PR per un noto locale di zona che organizza una
cena fashion al venerdi sera ed io , a detta sua , " non posso certo mancare " .
Le motivazioni che mi presenta per invogliarmi a partecipare , ammettiamolo , sono piuttosto allettanti :
<< è una serata trendy , solo su invito , alto livello , cena fashion e dopo musica house >> . Vedendomi titubante mi dà il colpo di grazia con un secco
<< devi venì , c'è un monte di fYa >> . Bon .
Arrivo puntuale all'ingresso del
locale fashion , mi metto in fila e inizio a guardarmi attorno : il
parterre della fila è popolato da individui che a prima occhiata contrastano lievemente con la mia
idea di fashion : da sotto i lunghi cappotti lunghi spuntano infatti inquietanti
camperos bianchi pitonati .
La situazione fa scattare qualcosa a livello emotivo : affiora dalla memoria una
sensazione sgradevole , fortunatamente sbiadita dal tempo ma che , in un attimo , riemerge prepotentemente in un agghiacciante
flashback .
...
... Avevo dieci anni e nella cassetta postale arrivò una lettera che recitava
" sei stato scelto per partecipare allo Zecchino D'Oro " : io , forte della mia intonazione e di ben quattro anni di teoria , solfeggio e pianoforte , pensai
" è fatta" . Arrivato coi miei nel luogo del provino trovai in fila anche
tutti i miei compagni di classe e tutti i bimbi della provincia di età compresa tra i 7 e i 12 anni : compreso
Ottavio , detto "
la carpa" .
L'insolito soprannome lo perseguitava da quando , alla recita di natale , il maestro gli aveva detto
" bimbo te un puoi cantà , non ti si pòle ascoltà ... mettiti nell'ultima fila e quando c'è la musica mòvi la bocca e basta : fai il pesce " .
E ora era la resa dei conti : Ottavio , entrato in sala audizioni col padre , uscì poco dopo con un ghigno beffardo che diceva
"mi hanno preso" , mentre suo padre diceva ai miei
" mah ... m'hanno fatto firmare un po' di fogli " .
La carpa bastarda aveva vinto :
com'era possibile ?
Fu un trauma .
Ricordo poco infatti di quel giorno : solo che
NON mi fecero cantare e poi
qualcos'altro ,,, tipo mio padre che mi trascina fuori della sala dell'audizione e , sbattendo la porta , urla
: " lo sapete dove ve la dovete infilà l'enciclopedia ?? "
Ecco .
Speriamo in bene
Ma credo sia solo la
punta pitonata dell'iceberg
... continua ...
( in foto : punto di vista dalla mia tazza del cesso )
miagolato alle 18:45 di sabato, 26 settembre 2009
Se
Tg2 costume e società non vi avesse ancora informato ,
l'inverno è alle porte , e con lui il freddo e la pioggia : unica magra consolazione è che l'imminente irrigidimento delle temperature impedirà ad amici e parenti di
organizzare cerimonie .
Nella primavera-estate appena trascorsa abbiamo infatti assistito ad un incessante fioccare di inviti a matrimoni e battesimi . Mai nella storia Cupido è stato
odiato così tanto quanto durante la trascorsa stagione : se abbiamo speso migliaia di euro in
vestiti da cerimonia ,
tutine per neonati tutte uguali
( anche se la mamma ha affermato << graaazie! proprio ci mancaaaaavaa! >>) e inguardabili
portafrutta in argento anni '80 , piazzati ad arte nella lista nozze da abili e quantomai sadiche commesse
( consapevoli che quando arrivi all'ultimo minuto gli compri qualsiasi cosa ) ... ecco : tutto ciò lo dobbiamo solamente
all'infame putto alato .
Ma è solo lui la causa ?
Dei motivi di questa improvvisa
impennata delle unioni coniugali ma , soprattutto , delle cause che hanno generato una tale
furia procreativa , si stanno interessando gli studi di numerosi psicologi Italiani .
Vale la pena citare lo psicolgo
Morelli che , dall'alto del collo del suo lupetto di cachemire ha sentenziato
<< l'Italia riscopre finalmente l'amore , la famiglia e l'importanza del tetto coniugale >> .
Vale la pena citare anche
mia nonna Ginetta ,
tredicesima figlia di una modesta famiglia ponsacchina , alla quale un giorno domandai :
<< nonna ... come mai eravate così tanti ? >> e lei serafica rispose : <
< la sera il mio babbo tornava stanco morto dal lavoro e trovava la mia mamma che faceva le faccende di casa . Non potevano andare a cena fuori perchè un c'era una lira , il teatro costava troppo , dopo cena la televisione non c'era , sicchè non avevano scelte : andavano a letto presto ... te cos'avresti fatto ? >> .
Non me ne voglia il Morelli ma la teoria della Ginetta mi pare
nettamente superiore : non fa una piega ed è avvalorata dal fatto che l'aumento esponenziale di nascituri è iniziato giustappunto ad aprile : a
nove mesi esatti dall'inizio della
crisi economica mondiale.
Il fenomeno delle nu-famiglie , dato il perdurare della crisi economica , è quindi destinato a protrarsi per i
prossimi tre o quattro anni .
E' proprio qui che nasce
la questione più importante : il fenomeno può mettere seriamente a
rischio-estinzione la
razza del single , incontrastata dominatrice dell'ultimo decennio .
Molti di questi
singles , anche i più incalliti , vedendo attorno a loro questo fiorir di famiglie , iniziano a fare
un serio esame di coscienza riguardo alla propria condizione . Sentite la dichiarazione di un mio amico per telefono :
<
< Ho capito che non posso continuare così , con la fidanzata per sempre , senza prendere una decisione : mi sposo anch'io . Non posso continuare a spendere per gli altri : fo la lista e rientro di un ventimila >> .
Famiglie nate più che dal romanticismo ,
dalla pragmatica .
E intanto è emergenza : dilaga la
Sindrome M.S.F. ... Sindrome del " Mettiamo Su' Famiglia " .
Vista la portata del fenomeno ho invitato quindi a cena
il mio amico e altri due che hanno le fidanzate in fase
"pressing spinto" , per analizzare la gravità della cosa , relazionare ai miei amati lettori e per comprendere se c'è
una cura per la sindrome M.S.F.
Entrano, ci mettiamo a tavola , stappo 4 birre e metto sù il
" cd da rimpatriata " col meglio del funky di Stevie Wonder : iniziamo a parlare e , come ad ogni rimpatriata che si rispetti , butto lì un argomento , o meglio ,
l'Argomento :
le fye .
.nulla.
Nessuna reazione : girano subito l'argomento su cose
mai menzionate prima d'ora durante una goliardata :
arredamento , tipologie di sedute da zona giorno , parquet a tavole larghe in venghè .
Turbato dall'inaspettato cambio di registro linguistico dei miei confratelli , cerco di focalizzare la loro attenzione buttando là un argomento ancora più specifico :
il culo delle fye .
.nulla.
Mi ignorano e con l'
occhio vitreo continuano a parlare con
tono robotico della difficoltà di trovare una
location adatta , di primizie da
catering e del fatto che tra un po' bisogna che vadano , perchè s'è fatto tardi e
lei lo vuole alle 11 a casa .
Sono agitato: provo a riesumare gli antichi splendori , facendogli tracannare
litri di rhum liscio e tirando fuori album fotografici di
Rimini nel '96 con le foto in passeggiata e noi
col culo ai finestrini .
.niente.
Inizio a credere che siano irrecuperabili : tento le ultime carte ...
<< si guarda "amici miei" ? >>
.
.. niente ... nell'aria Stevie canta " Superstitious"
<< ho della mescalina >>
.
.. nell'aria Stevie canta "higher ground"
...
...
<< ho del cerone marrone >>
... nell'aria Stevie canta "for once in my life" ma una luce nuova brilla negli occhi dei confratelli
miagolato alle 23:52 di giovedì, 17 settembre 2009
Nel post precedente
(click) abbiamo appurato che la vacanza con la donna non è un concetto : è più semplicemente una figura retorica :
una sinestesia .
Quando il prossimo anno vi troverete a decidere chi portare in ferie , sarete quindi coscienti che non dovete portarci una donna , sempreché , beninteso , non puntiate ad accelerare le tappe del vostro processo di beatificazione ; nel qual caso consiglio caldamente il trittico
"fidanzata + casa al mare + dei suoceri " : a ottobre sarete già alle costole di Padre Pio .
Chi dobbiamo portare allora con noi in vacanza ?
Puntare in alto ? che ne so ... La Canalis ? La Kidman ? Beyoncé ?
No : John Belushi . La compagna ideale di un uomo in vacanza è John Belushi .
Per comprendere appieno l'oggettività di tale eclatante rivelazione è sufficiente osservare
un branco di uomini in vacanza , quando sono senza donne . E' solo in questa particolare condizione che l'uomo si trasforma , muta , si evolve per divenire fulgida rappresentazione del concetto di godimento vacanziero : l'uomo si trasforma in
Belùsh .
I primi
tre sintomi del
processo di Belushizzaziòne si mostrano da subito ed emergono trasversalmente in ogni partecipante della vacanza :
l'addominale si rilascia , si emettono
risa sguaiate e
si iniziano a bere birre immotivatamente . La
"sindrome da branco" colpisce anche i soggetti più reticenti : dopo una mezz'ora dall'arrivo nella camera d'albergo prenotata dai Belùsh , anche
il precisino del gruppo è già in piedi di fronte alla valigia aperta che , serafico ,
strizza un tubo di maionese sulle camicine stirate .
E che dire della camera ? Linda e scintillante grazie alle sapienti mani della donne delle pulizie , si trasforma in pochi minuti , grazie alla vivacità del gruppo di Belùsh , nella casa di
Jumanji . Il processo di belushizzazione ambientale raggiunge il proprio culmine quando , dopo un quarto d'ora di permanenza dei Belùsh ,
anche se nessuno è ancora sceso in spiaggia , sul pavimento ci sono già
due dita di rena : un fenomeno inspiegabile , analizzato approfonditamente nel trattato antropologico del tedesco
Doktor Otto Heineken , dal titolo
"t'ho scritto Maalox sulla sabbia" .
Ma osserviamo i Belùsh ancor più da vicino :
i dialoghi tra i Belùsh sono piuttosto scarni e caratterizzati da un tipico tono
"infingardo-svogliato" : tale modulazione viene solitamente utilizzata per rispondere alla compagna, quando la domenica gli dice
"dai alzati è tardi , c'ha invitato la mi' mamma a pranzo" .
La
struttura sintattica del dialogo è
standard ma subisce lievi variazioni a seconda dell'
orario in cui si svolge:
nel pomeriggio la struttura è formata dalla sequenza
"affermazione" - "affermazione" - "risata corale" ( Es. << cazzo,ho rovesciato in terra tutta la birra >> -<< pigliane un'altra nel frigo, fava >> - << UAHAHAHA >> ) ; al contrario
al mattino , in pieno "day-after" , la struttura varia in
" domanda" - "esclamazione" - "risata corale" ( Es. << boia..che botta s'aveva ieri sera? >> - << MaaaaaaaaaaaaaHH! >> - << UAHAHAHA >> ) .
Una volta che la tana dei Belush ha preso le sembianze di un fermoimmagine di Trainspotting , il branco , soddisfatto , esce alla luce del sole e va a fare la cosa
meno intelligente che si possa fare dopo aver bevuto
un secchio di birra a stomaco vuoto e aver fumato
il calumè della fame :
va a fare la spesa . Durante il
rito della spesa in branco il Belùsh vive un momento Proustiàno : esorcizza un trentennio di divieti materni e dinieghi di fidanzate salutiste : riaffiorano alla mente sguardi torvi di cassiera della Coop con la manona di
tu mà che ti strappa di mano l'ovino kinder ... e gli ritornano a gola anche quei tegolini rimasti sullo scaffale del
Conad di Santorini nel '99 , perchè lei voleva i Kellogs Sveltesse Jeunesse alle fibre ,
maledetta lei e la sua stitichezza cronica , che per cagare gli ci voleva per forza la tazza-madre !
Ecco che il flashback finisce e il branco , con un urlo liberatorio tipo finale di Braveheart , spinto dal desiderio di vendetta ma soprattutto da una
agghiacciante fame chimica , si disperde tra i corridoi del supermarket guidato da un'unico semplice criterio :
compra cosa ti pare ... basta che sia nocivo . Ma , mi raccomando , esageratamente caro : tanto si divide .
Ed eccoli a casa, riuniti attorno al tavolo sul quale troneggia il
totem di buste zeppate di trojài : a turno ciascun Belùsh estrae dalle buste il prodotto che ha personalmente ed accuratamente scelto e lo mostra ai compagni : quale che sia l'oggetto acquistato ed
anche se palesemente inutile per la sopravvivenza del branco i compagni
applaudono mentre , sorridenti , urlano ripetutamente il nome del compagno .
Ma cosa c'è da esser felici se per i prossimi sei giorni
per cena ci saranno solo noci , rhum , wurstel e un copriwater riscaldabile ?
Cosa c'è da esser felici ?
Semplice :
Assoluta
Incondizionata
Accondiscendenza .
( nella foto un branco di Belùsh a Malta - Luglio 2009 )
miagolato alle 00:38 di mercoledì, 02 settembre 2009
...ci sta bene come i mocassini sotto la tuta.
Durante anni di esperienze estive più o meno fallimentari un uomo cerca di comprendere quale sia la donna ideale per la propria vacanza ideale .
Sono anni di prove continue , atte ad individuare la giusta combinazione "soggetto-località" .
Il Nostro Eroe prova inizialmente ad andare in montagna con la fya tanto bella quanto superficiale : scoprendo così che andare a Cortina con una donna che ha il culo poliglotta ma col carisma di una mensola e fondamentalmente vuota , ha un unico vantaggio : mentre pratichi il cunnilingus , se ascolti bene , ci senti il mare .
L'estate successiva sceglie allora accuratamente una donna molto interessante , loquace , esteticamente trombabile solo dopo il terzo gin tonic e con ella va al mare , scoprendo così che l'unico vantaggio di avere accanto in vacanza una femmina tanto logorroica è che dopo tre giorni con lei che chiacchiera a diritto , se cammini a gambe larghe sulla rena "facendo un otto" , c'hai bella che pronta la pista per le palline .
Riprova al mare tentando però stavolta la carta della brava donnina di casa , quella che cucina anche in ferie : trascinandosi sotto allo zenit , sulla battigia , in un'immagine da viacrucis , non scopre il senso della vita , piuttosto quanto può arrivare a pesare una ghiacciaìna zeppata di risofreddo e parmigiana .
Prova infine ad andare al mare con la compagna e il bambino , per rilassarsi : scoprendo innanzitutto che in questo genere di vacanza si tromba bisestile e che dopo 3 giorni di "babbo ... me lo gonfi il coccodrillone ? " ha profondamente rivalutato la figura storica di Erode , arrivandolo a definire "un grande statista" .
A cosa è dovuta allora la difficoltà nel trovare una donna ideale da portare in vacanza ?
Leggo su Focus di Agosto che studi recenti dell'Università di Oxford ( cito testualmente ) [ ... hanno stabilito che tale circostanza sia determinata da una visione monolitica del concetto di ferie del maschio , contrastante rispetto alla poliedricità dell'immagine della vacanza nel cervello femminile ] .
In pratica se chiedi a qualsiasi gruppo di donne "cosa vuol dire vacanza ideale col partner ?" , le risposte saranno le più disparate :
" chiaramente ... sintonia e dialogo"
" precisamente ... vivere un'avventura "
" ovviamente ... essere coccolate "
Se lo chiedi a un qualsiasi gruppo di uomini la risposta sarà sempre la stessa :
" semplicemente non mi rompere i coglioni "

... continua ...
miagolato alle 22:40 di martedì, 18 agosto 2009
Mi perdonino i miei amati ( e bellissimi e stupenderrimi ) lettori : attendete da più di un mese l'ennesima minchiata del vostro amato (e odiato e talvolta entrambe le cose ) Le Chat .
Ma c'ho avuto da fa' .
Sappiate comunque che il primo settembre arriva il prossimo post.
Nel frattempo state tranquilli , non mi andate in ansia : ordinate un gin tonic ( col Bombay , Ve ne prego ) e ingoiate un Tavor : state sereni .
E non vi preoccupate per me : vi giuro che dove sono sto bene .
Parecchio bene .
(nella foto un Le Chat intento a stare "parecchio bene")

( thank you Terry )
miagolato alle 01:31 di venerdì, 10 luglio 2009
Rieccoci alla nostra rubrica di antropologia metropolitana .
Dicevamo : all'interno dell'ecosistema-bar , il masocolazionista ha un acerrimo nemico sempre in agguato . Il principale predatore è rappresentato dall' A.S.D.A .
Mentre infatti il masocolazionista immobile e serafico rumina appoggiato al bancone del bar , il vile gli si avvicina alle spalle e , d'improvviso, lo aggredisce .
L'assalto è fulmineo e la modalità è sempre la stessa : due pacche sulla spalla . Sode però .
Sì , perchè l' A.S.D.A. - o Amico Sparito Da Anni - ti saluta sempre così . O meglio , ha anche un'altra modalità : evita la pacca sulla spalla per optare per una più intima e sincera strizzata di palle .
Il saluto sveglia immediatamente il masocolazionista , che di botto viene catapultato nel mondo reale : un bar del centro alla domenica mattina . E' il panico . Il subdolo predatore approfitta del momentaneo rincoglionimento della preda per partire col famigerato attacco del questionario del fintointeressato : una rapida combinazione random di dieci parole dette tutte d'un fiato : "a", "tutto" , "forma" , "vedo" , "allora" , "te" , "in" , "posto" , "bene" , "io" .
Le parole sono intervallate da una manata di punti interrogativi e il tutto suona più o meno così :
<< Alloraaaaaa??!tuttapposto???!!iotuttappostoTe??!Tettuttapposto?
informa?tivedobene!io?tuttappostoanchetebene!teinforma!??
iotuttappostoinformabeneteeeee!? >>
L'unico neurone del masocolazionista , di fronte a quella che più che una domanda è un'ingestibile partita a scarabeo , va in tilt . Dopo una pausa di dieci secondi risponde con l'unica parola capace di placare il nemico : <<Tuttappòsto>> .
Ma chi è l'ASDA ? e che rapporto c'è stato tra lui e il masocolazionista ?
Ebbene , in età adolescenziale , i due giovani animali notturni erano amici ; poi a un certo punto il primo fa : <<esco con una ma niente di serio>> . E sparisce .
E il masocolazionista se lo ritrova davanti dopo anni , in quel bar , al bancone , di domenica mattina a comprare le paste . Che poi è la stessa cosa che faceva quando uscivano insieme : solo che erano le due di domenica mattina , chi le vendeva era un napoletano con gli occhiali a mosca e soprattutto con un bignè alla crema non ce li vedi i draghi .
L'A.S.D.A. solitamente si presenta , fiero , in compagnia della propria femmina e , con ella , forma quella che in antropologia moderna si è soliti chiamare "nu-coppia" .
La nu-coppia ( solitamente tra i trenta e i quaranta ) ha come scopo , in primis , quello di far capire al mondo che è una coppia ggggiovane , molto gggiòvane . Il Tentativo fallisce miseramente : non tanto per il classico discorso che sono "vecchi dentro" ... no, loro ci hanno proprio dentro un vecchio : VERO . La sera dopo cena il vecchio tira giù la zip lungo la colonna vertebrale ,esce e va al barre a giocà a tressètte .
E comunque
Il maschio della nu-coppia porta solitamente una camicia infilata nei pantaloni con manica rimboccata, un golfino decorativo sulle spalle e un paio di jeans con scarpa a tennis rigorosamente con le molle perchè lui, come abbiamo detto , mi è ggiòvane , moltomamolto ggiòvane . La calzatura sportiva e la rimbocca alle maniche hanno il duplice scopo di stemperare l'impatto estetico anzianòide e di distinguere il soggetto dal maschio della nu-coppia over-quaranta che , come è ben noto , è caratterizzato da camicia a manica lunga , agghiacciante mocasso da barca col pènero e inquietante pantalone rosa salmone ( cfr. "le memorie di Le Chat - se mi vedi con quei pantaloni lì , tìrami sòdo " ).
Dopo il rituale del tuttappòsto , ed aver ripetuto più volte di aver trovato un suo equilibrio , l'A.S.D.A. presenta al masocolazionista la propria compagna ( nu-moglie ) . Il nostro eroe scopre così che in questo magico ecosistema c'è chi trova un proprio equilibrio con una che ha la silhouette , il carattere e soprattutto i baffi di Rudi Foeller .
L'essenza della nu-moglie e il suo ruolo sociale sono espressi , come per ogni femmina che si rispetti , dalla calzatura . In esse si trova la sintesi del concetto di " ora che t'ho ingabbiato non ho più l'obbligo di essere attraente " : calza infatti , reggetevi , le Hogan . Le uniche scarpe che sono come le corna : piacciono solo a chi le mette . La nu-moglie porta il jeans a vita bassa da chi non si arrende allo strapotere della lonza e una camicina bianca attillata , considerato da anni come simbolo distintivo del neodinamismo femminista ma anche di quella che un c'ha un cazzo di voglia di lavorà e si sistema col figliòlo dell'avvoàto Lazzeri .
Mentre il masocolazionista si domanda << ma come ha fatto il mio amico a sta' con questa qui ? >> , quest'ultimo dice ... << fuori c'è anche il mi' bimbo >>.
Il masocolazionista riflette e comprende l'evidente difficoltà del venirne fuori , dopo che oramai sei venuto dentro ( cfr. il trattato sull'educazione sentimentale a cura di Nonno Agenore , ad uso del giovine adolescente che si prepara per l'incontro galante , dall'illuminante titolo "occhio bimbo, che in cima c'è il bùo" ) .
Il Masocolazionista realizza così di non essere davanti ad una nu-coppia ma alla terrificante nu-famiglia .
Il masocolazionista viene quindi portato all'esterno dall'amico , per ammirarne la prole . Con stupore il masocolazionista nota che l'amico non indica un bambino vestito solo della propria innocenza ... ma un nano completamente ricoperto di abiti firmati . Il masocolazionista scopre quindi che la nu-famiglia non ha il figlio : la nu-coppia ci ha il bimbo-gadget . Da un recente studio effettuato dalla facoltà di sociologia di Dallas in collaborazione con Cosmopolitan , è emerso infatti che il bimbo-gadget ultimamente ha superato come preferenze del pubblico femminile anche il decolleté di Sergio Rossi e le cremine della Aquolìna . Il bimbo-gadget è infatti oramai uno status symbol , un innovativo accessorio moda in pelle caucasica , di grandezza variabile : dai 50 cm al metro di altezza , che la nu-famiglia sfoggia durante le occasioni mondane .
L'assenza di abiti firmati nei nu-genitori e la totalizzante brandizzazione della prole parrebbero ad una prima occhiata in evidente reciproco contrasto . Analizzandone la cronostoria si scopre che in realtà , la nu-famiglia , è figlia -o meglio figliolpròdiga - della generazione delle marche che , causa crisi economica e quadratura di bilancio familiare , è semplicemente passata dalla gara di auto di lusso e dalla gara di borse firmate alla più economica gara di figlioli , che permette alla nu-famiglia di concentrare tutti i propri esigui risparmi in un unico soggetto (cfr. l'autobiografia del Sig. Pierini Fausto , titolare di MondoBimbo dal titolo " e tanto ce l'hai te la casa al Forte ! " ) .
Il primo istinto del masocolazionista , guardando il pargolo è , per il bene dell'umanità , dargli fòo . Si trattiene però .. e chiede al nu-padre informazioni riguardo al carattere del piccolo (domanda piuttosto retorica considerando che mentre lo chiedi il piccolo sta prendendo a pedate negli stinchi un vecchietto ) . Il nu-padre risponde alla domanda con fare fiero , utilizzando alcune risposte preconfezionate tra le quali spiccano : " è sveglio" ( leggi "mi prende per il culo") , " è tremendo" (leggi "mi offende pubblicamente ") e " ha un bel caratterino " (leggi "non mi càa") . Il trittico di risposte permette da un lato al masocolazionista di domandarsi se il bimbo sia venuto fuori grazie ad un coito o grazie all'indulto , e dall'altro permette al nu-padre di aggirare un esame di coscienza riguardo alla propria incompetenza in materia educativa. Ci sono casi in cui però il nu-genitore riconosce le cause degli atteggiamenti errati della prole , specie nel caso di figlie femmine : quando a 15 anni la darà via per comprarsi Le scarpe di Prada dirà "è colpa di Raspini: è troppo caro " .
Dopo una prima superficiale analisi critica del bimbo-gadget , ci si accorge che il suddetto ( anche se ora è lì che spegne una sigaretta sul cappotto di quella vecchietta ..ma son dettagli ) mi è soprattutto una vittima : frutto del concetto di delega applicato all'educazione . Si è passati dall'affidarlo alla nonna (che magari due patte date bene te le rifilava ) alla babysitter (più sedicente che sedicenne) ..... poi il dramma : quando , resesi indisponibili le prime due , la delega è passata ad una figura molto più inquietante : i teletubbies .
Ora, te parcheggi un figliolo di 4 anni , nel pieno delle proprie energie fisiche e evolutive , davanti a un pupazzo viola che per 4 ore dice solo ed esclusivamente la parola c-a-s-a . Quando torni la sera , è vero : ha imparato a dire la parola c-a-s-a ..... ma gli ha anche dato fòo. Dagli torto .
E il masocolazionista inizia ad immaginare il futuro del bimbo-gadget . A natale gli regaleranno un libro e passerà due giorni a cercare di capire come cazzo si accende . Ripiegherà poi su un gioco creativo e rilassante : il didò .... lo scalda e lo chiude a bandiera , sennò fumi la carta . E crescerà ... e a 8 anni , dopo essere stato collegato per anni a una consolle , si troverà per caso in strada , faccia a faccia con un baldo bimbo albanese cresciuto a fette di pane , pattoni e pallonate nel muso ... e dopo un pomeriggio di pedate negli stinchi tornerà dolorante ad un più tranquillo torneino a iss-pro .
Ma ci sarà , ti domandi , almeno in futuro , un vantaggio per il bimbo gadget ?
Si , lo scoprirà tra 15 anni , quando Angelica - ora 4enne - non avvezza a giocar col dolce forno ma a cambiare i vestiti alla Bratz modello "Tegame da Gara" , lo inviterà a cena a casa ...
E' vero , il menù sarà scarno : lei per cena farà le Macine
... ma dopocena gli farà un mugolone da dieci .
Il cielo domenicale inizia a riempirsi di nuvole scure che promettono pioggia : il masocolazionista , di fronte all'orda di bimdi-gadget che riempie la piazza , spera una sola cosa : che a contatto con l'acqua non si moltiplichino.

( nell'immagine un giovane esemplare di bimbo-gadget che ha mangiato dopo mezzanotte )
NB: un bacio grosso a Marghe , per la definizione di "bimbo-gadget"
miagolato alle 17:49 di sabato, 27 giugno 2009
Per i lettori non abituali , si consiglia caldamente di leggere la parte 1
(click) e sopratutto di pulìssi i piedi prima di entrà ( che ho dato il cencio ora ,
popò di sudici ...ma fate 'osì anche a casa vostra ? Eh ? Eh ? )
Dicevamo : anche dalle piccole
crisi dell'era moderna , come quella succitata , nascono
opportunità :
ecco che in quella mattina
nasce una nuova razza :
il Masocolazionìsta .
Nasce alle ore 10 , dopo aver subìto un'ora di smartellamento sulla parete , ora durante la quale ha offeso le mamme dei vicini , l'intero albero genealogico della famiglia Ikea e qualsivoglia divinità da Osiride in avanti . Da
homo erectus , dotato di intelletto , che riflette sull'idea di suonare ai vicini per valutare con loro , pacatamente e diplomaticamente, pregi e difetti della
pratica del "bricolage estremo" domenicale ,
egli si evolve per trasformarsi in Masocolazionista . Tale evoluzione è spinta da semplici
motivazioni darwiniane : puro
istinto di sopravvivenza ( gli torna infatti in mente l'ultima riunione di condominio durante la quale il tentativo dei condòmini di convincere il vicino - detto "Groppòne" - a non far defecare nel giardino condominiale il proprio pastore còrso
Julianov di Zotta Immane III° , si è risolta con un ferito lieve , due dispersi e l'intervento della celere che trascina fuori a forza il nerboruto e tatuatissimo vicino mentr'egli urla all'amministratore
"perchè mi reggano ! hai capito popòdimerda ?! perchè mi reggano !" ).
Ma chi è il masocolazionista ?
Il masocolazionista - o masochista della colazione - è animale caratterizzato esteticamente , partendo dal basso , da
scarpa a punta bianca completamente ricoperta di patacche e rigature nere di origine ignota . Indossa solitamente dei comuni jeans , recanti
vistose chiazze scure nella zona dalla caviglia in giù . Sopra ha una camicia bianca stropicciata e piena di grinze con
becche alla Silvan , portata inconsapevolmente per metà dentro ai pantaloni e per metà fuori , sulla quale campeggiano , come fiere medaglie al valore etilico , le immancabili
goràte di caipiròsca della sera prima . Il muso è coperto da enorme occhiale nero a fascia , sotto al quale riesci a intravedere , se ti impegni , due occhi chiusi decorati da una
amabile grechina di cispie , tipo gattino di 3 giorni . La criniera è voluminosa e ribelle : insomma ,
fonata .
Il masocolazionista si avvista solitamente
solo la domenica mattina , verso le undici / mezzogiorno ,
nella piazza principale della città . Esce infatti a quell'ora dalla propria tana , senza sciacquarsi il viso e senza cambiarsi i vestiti del sabato sera , per recarsi
al bar in centro . Da notare che il masocolazionista durante lo spostamento non cammina ,
fluttua come un hovercraft briào nella piazza e , investito dall'impietoso sole mattutino , presenta un volto caratterizzato da incarnato pantone
verde centoventisètte dell'82 , finemente imperlato dai classici rivoli di
"sudorini diàcci" .
L'animale deve il proprio bizzarro nome alla pratica della
masocolazione - o colazione del masochista - che si differenzia dalla comune pratica mattutina per due principali motivi :
il primo è che egli non la compie allo scopo di
nutrirsi ( di solito il masocolazionista ha infatti alle spalle una nottata in bianco , quei sei ponci di troppo e le papille gustative rivestite in
coppale e pelliccia di nutria ) ; il
secondo è che la maso-colazione non serve a
svegliare il praticante ; serve piuttosto a tenerlo in una sorta di
limbo afàsico .
E allora cosa fa ?
All'interno del bar davanti al bancone brulicante di vita e dinamismo , il masocolazionista è facilmente riconoscibile :
è fermo . Immerso nella sua bolla di sapone privata aromatizzata al fiato peso egli si distacca
volontariamente dagli altri esemplari di homo erectus e , come ci fa notare acutamente l'antropologo statunitense Dr. House Kantàta nel suo trattato
" rimpianti da masocolazionista : le starlight del 96 facevano di più " , << ...
il masocolazionista , consapevole della presenza di altri esemplari all'interno del bar e della obbligatorietà di interagire con essi in un contesto creato appositamente per l'interazione .. oh ..
un li càa ! ...
un c'è versi >> .
Ad una prima analisi si potrebbe avanzare l'ipotesi che il masocolazionista adotti questa tecnica antisocializzante mosso dalla consapevolezza che
in mezzo a quella gente sveglia e pronta ad iniziare una brillante e stimolante domenica ,
luilì non c'incastra una sega .
Ma perchè allora ci va ? e soprattutto perchè ordina macchiato e pezzo dolce ?
La risposta ci viene da Alberto Angela , figlio del più noto Piero .
Alberto ( che sotto quel golfino di cachemire color salmone , nasconde non solo una orribile camicia a
quadrettoni fantasia "miseria" ... ma anche un passato da
cubista al Muccassassìna sotto lo psudonimo di
Angelica Alberti ) dichiara su Focus di Luglio :
<< l'
estremo gesto locomotorio del Masocolazionista , unito allo
sforzo di ignorare una massa di persone in movimento , coadiuvato da quella sfoglia che
gli gonfia in bocca da venti minuti , hanno un unico scopo :
stremarti .
...Così dopo ,
bimbi , anche se rincasi e i vicini son lì con la sega a nastro ,
lo vedi che bùa ci fai nel letto ! >>
... continua ...
Nel prossimo numero parleremo approfonditamente dell'acerrimo nemico del Masocolazionista . Vi lasciamo adesso con uno scatto rubato nella tana di un giovane esemplare di masocolazionista , intento nella impegnativa pratica della "bùa neR divano" assieme al recente acquisto di casa Le Chat : NEDO .
miagolato alle 00:13 di martedì, 09 giugno 2009
Sono le sei di mattina di una classica notte tra sabato e domenica .
Da otto minuti abbondanti sei in piedi di fronte all'uscio di casa col capo pesantemente appoggiato al portone che fai la scherma con la serratura : la fresca e piacevole aria estiva , mista alla riluttanza della sadica serratura , ti offre tempo per riflettere su quale miracolosa congiunzione astrale ti abbia permesso per l'ennesima volta di rincasare . Durante il viaggio di ritorno , in auto da solo , hai infatti reiteratamente ipotizzato di non stare affatto guidando : hai avuto la certezza che stavi semplicemente pensando di guidare quando in realtà eri morto due curve prima .
Quando finalmente il portone , colto da pietà , si spalanca , avanzi barcollando e focalizzi le tue due ultime azioni prioritarie , impegnando i tre neuroni superstiti a non invertire la combinazione azione da compiere - luogo dove compierla .
Ed eccoti che , ancora vestito , finalmente svieni a pelle d'orso sul letto con un'unica certezza : dopo sei gin tonic magari la prossima volta evitalo , il Cynar .
L'ultimo pensiero è : ora dormo . E anche tanto : ché ho staccato tutto , cellulare , sveglia ... per sicurezza anche il frigo .
Ma attenzione : a pochi centimetri di distanza , oltre il muro della tua cameretta , nell'appartamento adiacente ecco nel buio di un'altra cameretta illuminarsi due occhietti gialli e sadici : si sveglia la moglie del tuo vicino di casa .
e accende il folletto .
VVVVVVVVVVFFFHHHHHHHHHHHHHHHHNNNN !
così, per rompere i coglioni .
VVVVVVVVVVFFFFFHHHHHHHHHHHHHHHHHHNNNN !
Automaticamente , con gli occhi chiusi , in stato di coma apparente ti alzi e vai in bagno, apri l'armadietto dei medicinali , prendi due aspirine preventive e rientri nel letto .
VVVVVVVVVVVVVVVVVVFFFFFFFFHHHHHNNNN !
Lo sta dando sulla parete ?
VVVVVVVVVVVVVVVVVFFFFFFFFHHHHH !
Dai , lo fa apposta
VVVVVVVVVVVVFFFFFFHHHHHNNNNN !
In realtà lo scopo dell' orsetta lavatrice non è quello di importunarti , tantomeno quello di duellare contro la minaccia dell'acaro domenicale . Alla domanda " perchè usa il folletto ? " 8 donne su 10 rispondono " ci sveglio mio marito " .
E allora tu ci provi - capita a tutti - con la fase YOGA : durante la quale ti dici "se mi impegno e faccio finta che non esista , mi riaddormento ,dai ... devo soltanto rilassarmi e non pensarci "
La fase YOGA dura in media dai 20 ai 25 secondi .
La fine della fase YOGA è ben riconoscibile perchè termina solitamente con un "mavvaffanculotroJaaaaaAAAA !! " urlato al soffitto .
VVVVVVVVVVFFFFFFHHHHHHHHHHHNNNNNN !!!
Ma ecco che Lui si sveglia .
E Lei , stacca il folletto .... VVvvvvvvfffhhhh ..n...n..
E' finita l'agonia . Dopo un crescendo di tensione durato ben due ore e un quarto adesso guàrdati : fai caà . Sei sudato e tachicardico e ti stai squagliando come un vampiro che esala bombay . E poi in camera non c'è più quel bel buio pesto che sa di " boia bimbi che dormita ci fo " , filtra una luce dalle persiane che sa di "boia bimbi : stamàni mare per forza ! " .
Ma tu ci provi , devi dormire : oramai prossimo all'infarto fai un ultimo sforzo . Un bel sospirone e , colto da una zaffata di ottimismo , misticismo e relativismo spicciolo che nemmeno jovanotti , ti dici : << quest' intermezzo dei vicini è stato sì terrificante ... ma mi farà godere ancora di più l'immane dormita che mi attende . Dio esiste , c'ho le prove e anche lui qualche volta la deve ave' fatta serata >>
Nel silenzio , dall'altra casa si leva una voce stridula :
" Mariooo ! un ti dimenticare , eh ?! c'hai da montare l'abagiù in camera , quella con l'applìc che s'è preso ieri all'ikea ...
...Vai un po' giù a prende' l'attrezzi ... che c'hai da fa' anche la traccia nel muro !
...continua...
miagolato alle 19:58 di venerdì, 29 maggio 2009
Ho avuto un sacco di impegni e progetti vari (tra i quali un weekend a Paris dalla
Spora)
chiedo venia per l'attesa
domani sera al
Castello di Querceto - Montecatini Val di Cecina (PI) alle ore
21
c'è la prima di "
la vera storia di Piero Giannini" di / con
Ubaldo Pantani
( CLICK )
con quale ho collaborato per la stesura di un particina piccolapiccola del copione
. son soddisfazioni .
Detto questo : mi prendo il weekend per regalarvi un post degno di tanta attesa
baci sparsi
(PS: chi vuole info o venire in là con me mi lasci un commento e ci si organizza )
miagolato alle 20:26 di domenica, 19 aprile 2009
Uomini !
Uomini che avete fatto l'insana scelta di avere una compagna !
siete pronti ?
come piccole orde di speramatozoi ritardatari , stanno scivolando sui vostri parabrezza le ultime gocce di pioggia : segno inequivocabile che sta arrivando , ahimé,
la primavera . E' il Preludio ineluttabile di una domenica all'insegna della
gita fuori porta .
Baciate quindi il telecomando di sky , salutate con nostalgico affetto il plaid a quadri e dite addio alle giornate vestiti di tuta e capello fonato , a fare le bolle sul divano come un draghino di puzzle bobble : da ora in avanti l'imperativo alla domenica è uno solo :
patire .
La dinamica emotiva tra i partner durante la gita fuori porta , segue solitamente lo stesso excursus della
tombolata coi parenti : inizia con le più buone intenzioni per terminare con i partecipanti che si rinfacciano i risentimenti dell'ultimo decennio (
cfr. " a voi il casale a Marina e a noi la vecchia " - Livore Editori - € 7,50 ) .
Nel caso stiate valutando la possibilità di
mettere in discussione gli aspetti negativi dell'uscita domenicale con la vostra dolce metà , sappiate che l'operazione risulterà
piuttosto impegnativa , soprattutto se ella fa parte della categoria "
fya doberman" , così denominata perchè , assaporata l'idea dell'uscita , la afferra per non mollarla fino al vostro sconsolato
"via, si va" . Con la fya doberman l'unica soddisfazione che vi potete levare è
tagliarle le orecchie .
Nel caso poi vi svegliaste alla domenica mattina , notando l'insolita assenza di lei nel letto , siate accorti: non sta preparando la colazione . La vostra compagna appartiene con tutta probabilità alla categoria
"Fya Kato" : quella cioè che , consapevole della vostra riluttanza all'uscita , alla contrattazione preferisce di gran lunga la subdola tecnica dell''
agguato . Come il famigerato assistente nipponico dell'Ispettor Clouseau c'è il caso che ve la vediate saltare addosso
dalla mensola di cucina e , dopo aspra colluttazione , riesca a paralizzarvi , imponendovi fisicamente la propria volontà ad uscire . Siate comunque sereni: sebbene risulti piuttosto disagevole il viaggio legati e imbavagliati in bauliera , almeno non c'avete da ascoltarla durante il tragitto e , soprattutto,
guida lei .
Il viaggio in auto è infatti uno dei momenti più caldi della gita fuori porta . La prima
fase degenerativa del viaggio inizia quando ella viene colta dalla
"sindrome coccoluto-velox " durante la quale a ritmi serrati tipo pezzo techno , ripeterà cose tipo
" vaipiano unz-unz-unz vaipiano unz-unz-unz vaipiano " .
In alcuni casi meno gravi riesce ad articolare anche frasi complete
ponendo continue domande critiche riguardo alle vostre scelte di percorso : fase questa detta "
MTR -
Morandi
Tozzi
Ruggeri " . Qualsiasi cosa decidi in merito alla strada
"si poteva fare di più" . Abituatevi all'idea di viaggiare con accanto
un TomTom che rompe i coglioni .
Ed eccovi giunti alla meta , dove comprenderete l'originalità della destinazione prescelta cercando parcheggio . Ingoiate un tavor precauzionale e mettetevi l'anima in pace . Sono qui concesse fino ad un massimo di
3 bestemmie-bonus , da sfruttare quando il parcheggio appena liberatosi verrà prontamente occupato
dall'auto che vi precede . Dopo due ore di giri a vuoto , una volta parcheggiato
tipo circo togni su due ruote sull'aiuola della signora Isolina (anni 82 - Vedova Pagliai ) , mettetevi l'anima in pace: passerete le successive due ore a pensare all'immagine del vigile che vi piazza la multa sul parabrezza , di fronte ad una più che soddisfatta Isolina che continua a ripetere al vigile visiblilmente sudato <<
conquestipopòdimacchinoniglipardessepadronidermondo>> .
Ed eccovi a
passeggiare sul corso principale della cittadina , pullulante di vostri
confratelli con fidanzata a braccetto : tutti con la stessa frase dipinta negli occhi
" chissà che fila al ritorno " .
Il calvario domenicale dello
struscio è altresì aggravato dall'abbigliamento
"festivo" del maschio che , obbligato da lei ad indossare la
camicia bòna ( quella comprata 3 anni fa quando c'aveva da beccà le Fye ) , perchè a detta sua
" ti sta tanto bene e ti fa un bel personalìno" , si trova costretto da circa mezz'ora ad una estenuante opera di apnea .
La passeggiata , intervallata da refrigerante gelato
3-palline-dodici-euro , si conclude solitamente in zona panoramica dove gli innamorati si fermano e , arrestatisi , ammirano .
E' in questo momento che la massa delle coppiette si divide
in due grandi gruppi : di fronte alla fase di stallo dell'osservazione panoramica ecco infatti ben distinguibili
le coppie nate da poco , che di fronte all'estasi visiva si abbandonano ad un
feroce limonamento con annessa di lui palpata di culo , vecchietta sdegnata su panchina e marito della vecchietta in miracolosa fase barzòttica sotto al pantalone di gabardìna...
... e poi ci sono
le coppie nate da troppo : lui la guarda e pensa
"speriamo un l'abbia visto" e lei che gli dice "
'ndiàmo in piazzetta ,un l'hai visto ? c'è il ... MERCATINO "
e ora ripetiamo in coro :